Gioacchino (o Giovacchino) Callai nacque a Firenze il 13 settembre 1804; fu padre di Orazio, anche lui architetto e ingegnere.
Nell’inoltrare domanda di assunzione, come “apprendista nel nuovo Corpo degli Ingegneri” nel Compartimento Fiorentino (il 17 novembre 1829), si definisce “di Volterra” (ASF, Soprintendenza alla Conservazione del Catasto poi Direzione Generale delle Acque e Strade, ff. 1-2).
Studiò architettura all’Accademia di Belle Arti di Firenze e Geometria Descrittiva e Meccanica sotto la guida del Prof. Gaetano Giorgini, e contemporaneamente fu allievo del celebre scienziato e concittadino Giovanni Inghirami e della sua scuola geodetica-ingegneristica dell’Osservatorio Ximeniano. L’astronomo e geodeta delle Scuole Pie, fin dai primi anni ’20, prese sotto la sua alta protezione Gioacchino, il quale, nonostante la giovane età (per questo fu soprannominato “il bambino” dagli ingegneri) poté così collaborare attivamente, nella impegnativa veste di matematico, alle operazioni della triangolazione primaria del catasto geometrico, spostandosi in ogni parte della Toscana.
Nel giugno 1824, mentre era attento alle operazioni “nel Casentino e Mugello”, l’ingegnere Graziano Capaccioli lo reclamò allo scienziato scolopio “in tutte le maniere” per risolvere il nodo delle misure controverse tra Val d’Orcia e Maremma che stava producendo “l’incaglio dei lavori”.
Nell’estate e nell’autunno 1826 fu incaricato di effettuare la triangolazione prima della Lunigiana e poi delle due isole del Giglio e Giannutri: dell’ultima isola disegnò – con Angelo Falorni– anche una Mappa Topografica d’insieme in scala 1:20.000, un bell’esemplare di topografia geometrica in cui si riporta con precisione il reticolo geografico, con punti di riferimento in ogni direzione (in OXF, I, n. 16).
Nei primi mesi del 1828 attese nello Ximeniano al lavoro di aggiornamento ed integrazione (specialmente con l’inserimento del reticolo gerarchizzato della viabilità) del disegno della carta geometrica della Toscana del maestro Inghirami. Suo fu anche il disegno definitivo della carta, su lucido, in funzione dell’incisione e della stampa (pronto all’inizio del 1828 ma ritoccato con alcune correzioni il 19 settembre 1830), per la cui opera il 9 febbraio 1828 ottenne dal governo lorenese il compenso di lire 714.
Nonostante fin dal settembre 1830 fosse stato assunto nel Corpo degli Ingegneri di Acque e Strade (con lungo servizio nel circondario di Fiesole), ancora, nel 1840 spettò proprio a Callai svolgere la triangolazione dell’Elba e delle rimanenti isole dell’Arcipelago in funzione delle operazioni catastali che si allargavano a questi ambienti tirrenici.
Nel luglio 1834 prestò servizio provvisorio come “aiuto ingegnere residente” nella divisione di Fivizzano.
Dal 1837 entrò a far parte della Direzione del Corpo degli Ingegneri di Acque e Strade come “Aspirante addetto all’Ispezione di Firenze”. Fu da lui realizzata, probabilmente in questo periodo, la mappa di derivazione catastale raffigurante il circondario idraulico del fiume Bisenzio, non datata (in ASF, Miscellanea di Piante, n. 481).
Dal 1839 al 1850 operò come Ingegnere al Galluzzo, nella immediata periferia fiorentina. All’inizio di questo servizio si occupò della viabilità del suburbio fiorentino, disegnando una mappa per il Progetto della nuova Via Fiesolana, datata 1839 (in ASCFi).
Nel 1852, misurò e disegnò la Pianta dell’Isola di Monte Cristo nella proporzione di 1:5000 (IGM, cart. d’Arch. n. 69 doc. n. 15) (Istituto Geografico Militare, 1934, p. 318).
Produzione cartografica
Mappa Topografica [dell’isola di Giannutri], disegnata con Angelo Falorni, 1826(OXF, I, n. 16);
Progetto della nuova Via Fiesolana dalla Piazza di Fiesole a quella di S. Domenico, 1839 (ASCFi);
Pianta dell’Isola di Monte Cristo nella proporzione di 1:5000. Misurata dall’Ing. Callai nell’agosto 1852 e descritta al Campione con arroto di conservazione n. 4 del 1860 sotto la Sezione F del Comune di Portoferraio, cartografia catastale in copia del 1898 (IGM, cart. d’Arch. n. 69 doc. n. 15) (Istituto Geografico Militare, 1934, p. 318).
Riferimenti bibliografici e archivistici
Istituto Geografico Militare, 1934, p. 318; Cresti e Zangheri, 1978, pp. 42-43; Rombai, 1987, p. 405; Rombai, Toccafondi e Vivoli, 1987, p. 369; Rombai, 1989, pp. 82, 92, 94, 108 e 112;Rombai, a cura di, 1990, p. 156; Barsanti, 1992, p. 12; Caciagli e Castiglia, 2001, p. 124; ASF, Soprintendenza alla Conservazione del Catasto poi Direzione Generale delle Acque e Strade; ASF, Miscellanea di Piante; ASCFi; OXF.
Anna Guarducci