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De Greyss, Antonino

Antonino Fortunato e Benedetto Felice De Greyss erano figli di Francesco, di famiglia di origine tedesca, ambedue religiosi dell’Ordine dei Frati Predicatori Domenicani

Antonino Fortunato prese l’abito nel convento di S. Marco a Firenze il 29 gennaio 1730, insieme al fratello Benedetto Felice, che da religioso prese il nome di Benedetto Vincenzo, e si trasferì nell’altro convento fiorentino di S. Maria Novella.

In epoca che non ci è nota, anche Antonio Fortunato lasciò il convento di S. Marco per quello di S. Spirito di Siena dove risiedette almeno tra il 1773 e il 1776.

Ambedue i De Greyss si dedicarono all’arte del disegno e dell’incisione.

Benedetto è noto per la tecnica del “tocco in penna”, consistente nel ripassare con una sottile penna inchiostrata i contorni di un disegno, in modo tale da renderlo simile ad una incisione. Grazie alla sua particolare abilità in questo campo, nel 1749 egli ottenne l’incarico, da parte dell’allora granduca di Toscana Francesco Stefano di Lorena (all’epoca residente a Vienna), di realizzare un inventario figurato della Galleria degli Uffizi, sulla base di un’opera redatta per la Pinacoteca di Vienna nel 1735. Benedetto si dedicò con grande perizia a questa operazione coordinando un gruppo di disegnatori, ma il lavoro procedette con estrema lentezza e proseguì ben dopo la sua morte avvenuta il 15 aprile 1759 a Venezia, mentre transitava per quella città diretto a Vienna per mostrare all’imperatore i suoi lavori (i volumi completati sono conservati al GDSU e, in parte, nella Biblioteca Nazionale di Vienna). Sappiamo che Benedetto si dedicò anche all’incisione, ma non ci è nota nessuna opera cartografica.

Antonino Fortunato, anche lui abile disegnatore, si specializzò invece nell’arte della miniatura e nel disegno delle carte geografiche.

Nel 1772 e 1774 realizzò una carta manoscritta dello Stato Senese in due diversi fogli e alla scala approssimativa di 1:100.000: la Carta Topografica della Provincia Inferiore dello Stato di Siena in Toscana… e la Carta Topografica della Provincia Superiore dello Stato di Siena… (ambedue in SUAP, RAT 239 e 240; due prodotti analoghi sono anche in ASS, incorniciati nel corridoio principale di accesso alla sala di consultazione). Quanto alla configurazione d’insieme e ai contenuti topografici (ripartizione amministrativa in province, insediamenti, strade e idrografia), queste due figure non si segnalano particolarmente rispetto ai prodotti coevi dei cartografi granducali: semmai De Greyss aggiunge di suo non poche annotazioni di ordine storico-topografico e archeologico per sedi umane e vie di comunicazione, indicando altresì innumerevoli opifici e miniere (Rombai e Ciampi, 1979, p. 104; Archivio di Stato di Firenze, 1991, pp. 124-127).

Nel 1776 disegnò un’altra carta manoscritta dal titolo Descrizione delle Provincie del Casentino, e del Mugello; della Romagna del Gran Ducato di Toscana; del Territorio Aretino; del Piano di Cortona; e del corso di tutta la Chiana… (in SUAP, RAT 241; una copia è in BMF, Manoscritti Bandini B.I.19.1), che appare degna di maggiore apprezzamento anche perché – come leggesi nel lungo titolo – “il tutto” fu “disegnato in faccia dei luoghi”: infatti nell’ampia area inquadrata si riportano le principali sedi umane e strade (Archivio di Stato di Firenze, 1991, pp. 128-129).

Nel 1787, una copia di tale carta fu richiesta all’autore dal canonico ed erudito Angelo Maria Bandini per utilizzarla nel suo Odeporico del Casentino rimasto però inedito in quella biblioteca fiorentina.

Antonino si cimentò in produzioni di maggiore impegno quali le carte corografiche della Toscana. Pare addirittura che già nel 1747 avesse disegnato una prima versione della rappresentazione, cui continuò a lavorare finché, nel 1789, offrì inutilmente in vendita al granduca il prodotto finito (Rombai, 1987, p. 305): una grande carta manoscritta della Toscana che l’autore di questa scheda ha avuto modo di vedere e che risulta essere attualmente posseduta da un collezionista fiorentino.

In seguito, su incarico dei rispettivi vescovi, lavorò alle rappresentazioni delle diocesi di Pisa, Arezzo, Pistoia e Prato: sull’ubicazione attuale di tali carte non si hanno notizie.

C’è infine da sottolineare il fatto che il padre Degreyss è ricordato da Ximenes come autore di un’altra carta ora non reperibile (ma che fu posseduta dallo stesso matematico): la Pianta del Dominio e distretto della Città di Montepulciano (Barsanti e Rombai, 1987, p. 240).

Che De Greyss abbia avuto rapporti diretti con l’amministrazione lorenese è dimostrato dalla presenza nel praghese Archivio Lorena (SUAP, RAT, Petr Leopold, ms. 8, cc. 90-95) di una perizia su Castiglione della Pescaia redatta proprio da padre Antonino “da Siena, Convento di S. Spirito 7 gennaio 1773” (Bonelli Conenna, a cura di, 1997, p. 29).

Produzione cartografica

Carta Topografica della Provincia Inferiore dello Stato di Siena in Toscana…, 1772-74, e Carta Topografica della Provincia Superiore dello Stato di Siena […], 1772-74 (in SUAP, RAT  239 e 240; e in ASS, in cornice nel corridoio principale);

Descrizione delle Provincie del Casentino, e del Mugello; della Romagna del Gran Ducato di Toscana; del Territorio Aretino; del Piano di Cortona; e del corso di tutta la Chiana… (in SUAP, RAT  241; e BMF, Manoscritti Bandini B.I.19.1).

Riferimenti bibliografici e archivistici

Archivio di Stato di Firenze, 1991, pp. 124-129; Rombai e Ciampi, 1979, p. 104; Barsanti e Rombai, 1987, p. 240; Bonelli Conenna, a cura di, 1997, p. 29; Rombai, 1987, p. 305; BMF, Manoscritti Bandini; ASS; SUAP, RAT.

Leonardo Rombai

Mappe

Imago Tusciae
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