La carta – costruita con utilizzo della mappa catastale – restituisce con la consueta simbologia agrimensoria e con l’efficace linguaggio pittorico la variegata utilizzazione del suolo di questa grande proprietà montana del Casentino per circa 760 quadrati. Le annotazioni precisano, particella per particella, l’uso del suolo (prevalentemente pasture nude, pasture con faggi e faggete di alto fusto, con due appezzamenti di bosco ceduo e piccole aree a lavorativo nudo), il numero e la rispettiva superficie di ciascuna particella. Compare la colonica e podere di Campo di Ragio, il che lascia supporre trattarsi di una cascina dell’Appennino di rilevanti dimensioni e probabilmente gestita a mezzadria.