La mappa distingue in giallo il corpo dell’imponente frana che aveva ostruito il fiume poco a valle di Pieve Santo Stefano e in celeste i terreni esondati dal medesimo corso d’acqua nell’area del paese e anche nei dintorni. Il foglio contiene a destra anche un’altra figura intitolata Pianta che dimostra le proprietà comprese nella frana nello stato in cui si trovavano nel giugno 1856 dopo ristabilita la nuova confinazione fra i diversi proprietari, con indicazione del nuovo parcellare ricavato sul terreno variato di conformazione, dell’incanalamento eseguito al Tevere e persino delle abitazioni che prima dell’evento calamitoso erano presenti sulla strada provinciale ed ora venute a mancare per la distruzione prodotta dalla frana. Sullo stesso tema cfr. le piante di cui agli inss. 127, 358, 375 e 416.