La mappa, di rigoroso impianto planimetrico e databile fra l’ultimo decennio del XVIII secolo ed i primi anni della Restaurazione lorenese (la figura è chiaramente pre-catastale), descrive i terreni circostanti la villa granducale, articolabili in 7 poderi per una superficie di quadrati 286 compresi i boschi e gli orti.
L’azienda comprende anche i terreni di villa Petraia. Le indicazioni scritte ci informano che le vigne di Bellagio e di Castello si trovavano in “luoghi inclinati” e pertanto “sostenute da muri e ciglioni in un terreno calcareo”. Alla fattoria era unito il bosco di Monterivecchi sulla Terzollina di quadrati 74, descritto come “cedui e palina di castagno con varie piante di pino”.