In legenda si specifica l’articolazione del complesso che si trovava sul Lungarno intorno alla sopravvissuta Torre della Zecca, dove sono collocate le stanze con gli opifici per produrre le monete, con i valichi, le macchine che tirano i metalli, i fornelli per fondere i metalli, il tutto alimentato dalle acque dell’Arno tramite la gora che attingeva alla pescaia di s. Nicolò.