Si tratta del progetto relativo alla deviazione dei fiumi Tresa e Moiano per la colmata del padule attorno al Chiaro di Città della Pieve. I due corsi d’acqua andranno a convergere in unico alveo che, secondo quanto riportato nelle annotazioni in basso a destra, avrà una larghezza di canne 5 romane e “sarà cavato palmi 6 romani sotto il piano ordinario del terreno”. Viene inoltre specificato che il fiume Tresa nel breve tratto di deviazione prima della convergenza con il Moiano dovrà avere una larghezza di canne 3 ½ romane.
Il documento è conservato all’interno del cannone 25 insieme alle cc. 30a, 30b, 30c.