La pianta raffigura schematicamente l’area compresa fra il lago di Porta Beltrame e la strada Maestra Romana, con l’indicazione dei termini e delle linee di confine pretese rispettivamente dalle comunità di Montignoso e Pietrasanta. Con precisione sono indicati: i termini che si trovano sul Monte di Palatina (nn. 1-4), precisando che il terzo non è più presente; il termine (n. 5) posto sulla strada pubblica del Salto alla Cervia con due stemmi di Pietrasanta, uno scolpito e l’altro il “pietrabianca” posto nella grotta che si trova accanto alla chiesa omonima (7) nella quale si trova lo stemma granducale; la linea (6) che congiunge i termini n. 4 e n. 5; la linea “visuale” di confine pretesa dai lucchesi (8) dal termine n. 4 al n. 13; la linea “divisoria” sempre pretesa dai lucchesi (9) per “non dividere il lago che dimostrativamente, ma solo divisoriamente i terreni intorno al medesimo” e taglia in parte la chiesa; la linea pretesa dagli abitanti di Pietrasanta (10) “per la vera visuale della cresta e spigoli” posti in base alla sentenza del Guinigi sulla base del termine n. 4 fino al termine n. 12 (a forma di falce); la linea sempre pretesa dai pietrasantini (11) “per la vera divisoria […] de’ territori, rispetto al Lago e dei Terreni al Termine subtus Lacum”; il termine n. 14 detto “del Lupascendi” tra Massa e Montignoso; la linea punteggiata (15) che i lucchesi intendono tirare dal termine n. 12 fino alla riva superiore del lago “per dividere le fosse ed i terreni” in maniera tale che il termine in questione limiti solo le acque e la giurisdizione del Lago; la fortezza con il suo corpo di Guardia (16); il bosco di ontani tagliato dal cav. Antonio Marchi di Seravezza (17) ed i terreni “paganti le gravezze a S.A.R., e livellari della Comunità di Pietrasanta, posseduti inoggi dalla Compagnia del Santissimo Sagramento di Seravezza” (18). In basso sono riportati i disegni delle tre tipologie dei termini: a “mandorla” come quelli che si trovano sul monte di Palatina, “quadrilungo” come il termine n. 4 che si trova all’estremità del monte e infine a semicerchio o a falce come il termine n. 12. La scala per questi disegni è di braccia 5 fiorentine (= 75 mm). Il documento è conservato all’interno del cannone 3.