Riprendendo le piante fatte nel 1696 e nel 1698 da Giuseppe Peraccini ed Egidio Maria Bordoni, l’ingegner Fabbri realizza nel 1735 questa pianta relativa a tutta la confinazione del Granducato con Bologna. La linea divisoria – che separa i territori di Sambuca, Pracchia, Cavinana (Gavinana), S. Marcello, Lancisa e Lizzano da quelli di Granalione (Granaglione), Belvedere e Roccacorneta – parte dal termine e casa del Mazzone sul fiume Reno, segue l’andamento del fiume fino al termine al ponte dell’Orsigna, poi prende quello del torrente omonimo, quello della forra di Gnocco, e da qui prosegue verso i poggi del Cocomero, della Gabelletta, di Piaggia Guelfa, di Porta Franca, dell’Uccelliera, di Lancisa, per arrivare fino al Monte di Scaffaiolo e al Monte Fulgorino o Spigorino. Questo documento, aggiornato rispetto ai precedenti, viene realizzato in esecuzione degli ordini dei Commissari Arrigo Micheli (per il Granducato) e Gabriello Manfredi (per il Senato di Bologna). Il documento è conservato all’interno del cannone 17.