La carta raffigura la pianta del lago di Sesto con le fosse e i porti; alcune fosse recano l’indicazione del nome in caratteri più grandi: fossa di Altopascio, fossa di Orentano, fossa del Viaggio, Serezzina. Anche il nome del lago di Staffoli figura in caratteri più grandi. Il profilo della pianta è reso attraverso la tecnica del tratto incrociato, utilizzata anche per disegnare il profilo dell’isola. Le acque del lago sono rappresentate tramite trattini orizzontali e paralleli, più fitti verso la sponda sinistra del lago, forse per indicare acque più profonde. In basso, all’estremità destra, nei pressi del luogo detto la Margonaia alla bocca di Serchio troviamo la raffigurazione di due frecce incrociate, rivolte verso il basso e intersecate da un nastro nel punto d’incontro delle asticelle. All’estremità sinistra, nei pressi della fossa di Orentano, è disegnata, su un biglietto incollato alla carta, la scala a pertiche; il biglietto rettangolare incollato sulla carta è poco più grande della scala stessa. In questa carta, come in altre, sul margine destro, fuori della raffigurazione cartografica, compaiono le due versioni dei toponimi, quella bientinese e quella lucchese, messe in correlazione. La presente pianta richiama le controversie tra le varie comunità per accaparrarsi i diritti di pesca e l’uso di alcuni pagliareti e pollini.
Nel 1569 insorse una controversia tra il Comune di Bientina e quelli di Santa Croce sull’Arno e di Castelfranco di Sotto riguardo alla pertinenza di alcuni pagliareti. Negli stessi libri dei partiti dei Capitani di Bientina risulta come tra il 1570 e il 1590 il comune vendesse prodotti dei pollini del lago i quali erano, peraltro, lasciati alla libera raccolta. Le singole comunità avanzavano diritti non solo sul chiaro ma anche sui terreni palustri che costeggiavano il lago, date le incerte confinazioni distrettuali e giurisdizionali.