La rappresentazione che si riferisce al podere denominato Poggialto verosimilmente doveva fare parte di una serie di carte relative ai beni della “Villa della Montagna” nei pressi di Sansepolcro nell’alta Valtiberina toscana; altri due fogli sono conservati nello stesso fondo nell’Archivio di Stato di Arezzo (Mappe antiche, 7 e 8).
La figura, disegnata con inchiostro nero e acquerellata in marrone, rosso e verde, non contiene l’indicazione dell’autore, ma le caratteristiche complessive rendono presumibile l’attribuzione a Pietro Belli, disegnatore attivo a cavallo tra Sette e Ottocento in Valtiberina, autore di altre carte di carattere analogo, alcune delle quali conservate nello stesso fondo (Mappe antiche, 3, 4, 5).
Assimilabile al genere delle rappresentazioni cabreistico-catastali, il disegno riporta l’indicazione delle proprietà confinanti, della viabilità principale e degli usi del suolo, indicati da opportuna simbologia, il tutto corredato da indicazioni toponomastiche essenziali. Completano la rappresentazione, l’indicazione del nord (in alto a destra) e la scala grafica e numerica di “canne 70, misura di San Sepolcro”; tale indicazione consente di collocare la mappa prima della riforma delle misure del 1781.
Dello stesso autore è nota anche una “pianta visuale dimostrativa delli 12 appezzamenti dell’Alpi della Luna”, conservata in un archivio privato locale, che costituisce una sorta di quadro d’insieme delle carte di dettaglio dei singoli poderi compresi nei territori di Schianta e di Montagna (C. Vivoli, Il disegno della Valtiberina, Rimini, Ghigi, 1992).