In 2 sezioni staccate (qui riunite), viene inquadrata la diocesi di Pontremoli, già dipendente da quella ligure di Luni e Sarzana e istituita fra il 1778 e il 1789 con 129 parrocchie. La pianta comprende anche l’exclave delle parrocchie di Seravezza nel Pietrasantino che passeranno a Pisa nel 1798. La rappresentazione – come tutte le mappe di podesterie e vicariati – è costruita secondo il metodo delle “carte da viaggio”: è composta da sezioni da ricomporre, incollate su tela e ritagliate a loro volta in rettangoli in modo da permettere di piegare la mappa senza rovinare il disegno. I contenuti sono quelli consueti della cartografia ammnistrativa: insediamenti (in rosso, con quelli religiosi contrassegnati da una croce), strade (in marrone), corpi idrici (in azzurro), e l’orografia è resa con lo sfumo.