Pianta chiara ed efficace, particolarmente attenta agli usi del suolo e alle peculiarità del territorio corredata da una legenda numerica (1 – 16) posta in basso. La mappa fa riferimento ad una visita del capomaestro Minacci al “Ponte d’Arbia” “per riconoscere e osservare qual sia la Cagione del rincollo che fa il Fiume detto Arbia e se un tal rincollo possa cagionare danno a detto Ponte”. Cfr. ASS, Quattro Conservatori 2007, ins. 13 <> [Relazione], 1756, settembre 28. Lungo il letto del fiume Arbia erano state poste diverse steccate che impedivano, soprattutto durante le piene, il deflusso dell’acqua. Questo dava luogo ad “un estraordinario interrimento” in prossimità del Ponte che danneggiava non solo la stessa struttura ma tutti i vicini terreni, ed in particolare quelli posti al di sopra del mulino dell’”Arbia” ed appartenenti alla Commenda di San Pietro alla Magione la quale, tra l’altro, pagava alla Casse delle Strade venticinque monete all’anno per il mantenimento del corso del fiume. Il titolo, in alto a destra, si trova entro un cartiglio. Gli edifici sono raffigurati in alzato. Da notare in particolare la struttura del “Ponte d’Arbia”.Cfr. ASS, Quattro Conservatori 2007, ins. 13 <>, 1756, settembre 24. Ivi, [Relazione], Belisario Bulgarini, 1758, marzo 7.