La mappa è relativa al progetto di costruzione del porto di Carrara e dimostra che i lavori ebbero realmente inizio con l’escavazione della Darsena da parte di un centinaio di uomini (soldati e forzati) che utilizzavano “un Puntone a due cucchiaie come quelli che servono nel Porto di Livorno”. La terra estratta “sotto il pel dell’acqua del mare” serviva per realizzare una piattaforma e degli argini sulla spiaggia. La legenda localizza un fabbricato già costruito con le botteghe dei legnaioli e dei fabbri (n. 4) e un fabbricato in via di costruzione “con arcate a forma di loggiato, destinata per la manifattura de cordaggi” (n. 5). Erano inoltre presenti due batterie di 4 e di 2 cannoni con capanne per i militari (n. 8 e n. 9) e si stava costruendo un molo in mare, “formato di cassoni ripieni di getto di calcistruzzo e fortificati da palate” (n. 14). Sono indicati il luogo “dove si tirano in terra le barche” (n. 15), le capanne dei militari (n. 16) e le case già di privati carrarini e poi risarcite e ingrandite e assegnate agli ufficiali e ingegneri (n. 17), la chiesa (n. 18), l’osteria (n. 19) e la fornace da mattoni (n. 20). La data è scritta sul retro con riferimento all’attenzione “du President des Finances du 26 nov. 1753”.