Pianta ben delineata attenta ai dettagli e curata nei particolari. Oltre alle peculiarità del territorio raffigurato lo sguardo è focalizzato sul castello di San Giovanni d’Asso in alto. L’elaborato grafico è allegato ad una relazione di Florenzio Razzi, datata 15 luglio 1772. L’ingegnere si era recato lungo la “Strada Doganale presso la Terra di San Giovanni d’Asso in quella parte situata tra il Fosso detto del Mabbione, e la Terra suddetta di San Giovanni d’Asso” confinante con le terre lavorative e vitate del podere il Colombaio del Capitano Marcantonio Borghesi le quali si erano “infracidite” a causa dello “stagnamento delle acque per difetto di pronto scolo alla fossa”. I campi del signor Borghesi, secondo il Razzi, “difettavano nello Scolo”, soprattutto a causa dell’argine (lettera A) che si trovava lungo la fossa Camporile (lettera B) poiché le coltivazioni “a viti, e la sementa” , trovandosi in prossimità del ridosso (o argine), non potevano defluire nella fossa “sottoposta” perché vi si trovava “il ridosso o argine medesimo”.