L’autore Giovanni Filippo Ciocchi annota di avere fatto la relazione cui la mappa si allega il 6 dicembre 1746 e che l’opera era stata approvata nel mese di gennaio successivo. La mappa raffigura l’area compresa fra l’Arno, con i suoi ampi “greti” sabbiosi e ghiaiosi, la confluenza dell’Evola-Egola e lo stradone delle Buche o di Giuncheto, attraversata dai fossi del Pratuccio e di Romaiana e da strade per lo più anonime (viene denominata solo quella di Santa Ceoce). Il parcellare è numerato con indicazione della superficie in stiora e dei proprietari, tra cui nobili e borghesi empolesi e fiorentini (Salvagnoli, Pucci, Da Cepperello, Compagni, ecc.); delle case coloniche solo alcune si dà la denominazione (Pruneta, Pulica e Olmo). Una figura pressoché identica è al n. 8 dello stesso cartone 7 dello stesso fondo. Sul retro: “Due piante d’Arno a S. Croce e Cigoli dell’Ingegneri qui appresso. N. 15. Le relazioni dei periti Mascagni e Ciocchi esistono nella filza dei Rapporti dell’anno 1749”.