Nonostante il titolo, la figura è una mappa prospettica che rappresenta la pianura tiberina fra Anghiari e Sansepolcro, mettendo al centro dell’attenzione il fiume Tevere che si ramifica con isole e renai e che minaccia le sponde nonostante le palificate erette a difesa dei coltivi. Ancor più minacciosi sono i tributari Fosso Vanocchia e specialmente il Fiumicello (che riceve il Petretto) che infatti inonda lo stradone tra Anghiari e Sansepolcro. Compaiono oltre a questo (che supera il fiume con il ponte a otto arcate) le vie fra Casentino e Sansepolcro, la via di Malpasso e altre ancora, con vari insediamenti resi prospetticamente nel settore di Anghiari, come il borgo di Santa Fiore, le chiese di santa Fiore, Santa Maria della Notte detta delle Laudi e San Patrignano; e i mulini di Santa Fiore e i due del Vescovado. Gran parte dei terreni di qua e di là dal Tevere sono numerati e riferiti ai rispettivi proprietari