La pianta, di buona fattura esecutiva e di autore sconosciuto, probabilmente riguarda la costruzione di alcuni ricoveri per i poveri “operanti” che si recavano nella pianura grossetana “l’Estate in occasione della Segatura, Tribbiatura, e altre faccende di Campagna, per non potere spendere dormono all’aria per le strade, e nella nuda Terra con gravi detrimento della sanità”. L’Opera di Grosseto avrebbe fatto construire uno “stanzone” che “servisse per ricetto di questi poveretti, poiché se bene non ne caverebbe niente farebbe una gran carità, e sarebbe di gran giovamento alla di loro salute”. Non solo gli operanti impiegati nei vari cantieri per la bonifica del “Padule di Grosseto” ma gran parte dei poveri si ammalavano “divenendo febricitanti per le gran fatighe fatte […] trovando talvolta i letti dello Spedale ripieni d’altri Ammalati, ò essendo licentiati ” incapaci, “estenuati di forze, ricondursi alle Case loro, e dormendo esposti all’inclemenza dell’Aria maremmana nociva in Grosseto, al pari di ogn’altro luogo di essa, si trovano bene spesso la mattina in Terra passati à miglior vita”. Cfr. ASS, Quattro Conservatori 2075: Grosseto, 1696, Agosto 11, cc. 32 – 35.