Si tratta della pianta dei terreni che compongono il podere detto Bernardinai, concesso in enfiteusi ad Ercolano di Domenico con contratto del 22 gennaio 1596 e dai suoi eredi ceduto nel 1722 ai Cherubini, e delle tre porzioni di terreno denominate “Prato ai Pantani” (moggia 2), “Sotto i Bernardinai”, (moggia 5) e “l’Inferno” (moggia 8) vendute dalla comunità di Cinigiano a Giuseppe Vannini il 10 settembre 1723.
Poiché i fratelli Cherubini affermerebbero che tali porzioni di terreno siano comprese nei terreni del podere Bernardinai, rivendicandone così la proprietà, l’ingegnere Giuseppe Burri ed il perito Francesco Lenzi sono chiamati ad eseguire un sopralluogo e verificare le precise linee di confine del terreno precedentemente concesso a livello e capire se le tre porzioni in questione ne facciano realmente parte.
Secondo quanto stabilito dai due tecnici le tre porzioni non rientrerebbero affatto nei terreni del podere Bernardinai e quindi la proprietà risulterebbe agli eredi del Vannini.
Nella pianta si riportano le strade (strada che da Cinigiano va al Sasso, strada che da Leporinova va al podere de’ Bernardinai) e i fossi (fosso di fonte Dominici, fosso Acquaviva, fosso Inferno, fosso Trasolla) presenti e infine alcuni punti (Aia di Magliano, prato ai Pantani e poggio Vignoli) necessari all’individuazione dei confini del podere Bernardinai, la cui abitazione è indicata con casetta a simbolo. La data viene attribuita in base alla documentazione scritta attinente all’affare.
Si veda anche c. 112v Commissario della Provincia Inferiore Senese 459.