Si tratta della pianta del primo piano del palazzo pretorio di Manciano, realizzata dal capo mastro Bartolomeo Bondini, nella quale si riportano le indicazioni dei muri vecchi (nero) e nuovi (giallo), e delle stanze che lo compongono (cucina, sala, salotto, stanze da letto, luogo comodo, carcere segreta, passaggio, scala). Il disegno è allegato alla perizia stilata dal Bondini il 26 settembre 1774 in seguito all’ordine ricevuto dal provveditore dell’Uffizio dei Fossi di fare una stima dei lavori precedentemente eseguiti dall’impresario Domenico Pesciulli all’edificio, valutando la qualità dei materiali utilizzati e le modalità di realizzazione del tetto e più in generale dell’intera struttura.
Nella perizia viene anche fatta una valutazione della spesa relativa ai lavori che devono essere realizzati per far fronte ai danni provocati al palazzo dalla scarsa qualità dell’operato del Pesciulli, contro il quale la comunità di Manciano avanza una causa.