E’ in progetto la ristrutturazione della fonte di Sassofortino al fine di garantire agli abitanti del paese “il comodo dell’acqua potabile e del necessario lavatoio”.
Date le condizioni della fonte costituita da un abbeveratoio “diruto” (C), una presa d’acqua (D) e un lavatoio (E), e in particolare l’instabilità del terreno cretaceo che aveva portato alla rottura del condotto in più punti, viene costruita una nuova fonte nei pressi della sorgente (A) supponendo che all’interno di questo “recipiente” in muratura l’acqua avrebbe potuto “livellarsi e salire a quell’altezza che sarebbe stata necessaria per poterne fare il conveniente uso”.
Per un errore tecnico la fonte viene però realizzata più alta rispetto alla sorgente non portando al risultato sperato. L’ingegnere Massaini allora, pur considerando più opportuna la realizzazione di una nuova fonte in un sito più stabile e “in molto inferiore” alla sorgente, suggerisce di intervenire sul lavoro già eseguito, scavando il terreno circostante e in qualche modo “approfondare e bene stabilire quanto bisogna” i muri e i fondamenti della fonte. Egli propone poi di far eseguire questo lavoro al muratore Bartolomeo Castellani di Roccastrada, a suo avviso, persona sufficientemente abile e pratica.
La data attribuita alla pianta è quella riportata nella relazione scritta dal Massaini a cui questa è allegata.
Si veda anche la c. 692v, ins. 18, Commissario della Provincia Inferiore Senese, 821.