La presente pianta mostra il corpo di terre dette “del Muro”, situate lungo il fiume Bruna a confine con la comunità di Montemassi, con la Pieve e con la proprietà Torti e Volpi che si trova al di là del tratto che rimane del muraglione (da cui la località prende il nome), che era stato innalzato durante il periodo della dominazione senese per realizzare un lago artificiale da sfruttare per la pesca. In questa proprietà si trovano terreni in parte sodivi e macchiosi e in parte lavorativi, alcuni dei quali un tempo sfruttati come risaie. L’ingegnere segnala anche la presenza di una “chiusa a viti”, e di alcuni edifici, quali una stalla, un fienile, una “muccaja” utilizzata come porcareccia e infine un’osteria e una chiesina dette appunto del Muro. Da notare la resa del paesaggio agrario con sfumo di colore e vegetazione a simbolo e la rosa dei venti disegnata nella parte alta del foglio che, secondo il Razzi, deve indurre “alla cognizione della sicura esistenza di ciascun Campo, e come stia ciascuno di essi diretto alla Tramontana per poter rinvenire ove è situata la tramontana non meno, che gli altri Venti”.