Si tratta della pianta del palazzo comunale di Grosseto con l’indicazione dei lavori che devono essere realizzati al fine di adattare le diverse stanze ai nuovi usi a cui vengono destinate in seguito ad una deliberazione comunale del 1850.
Le stanze B e C adibite ad ufficio del cancelliere ministro del censo, la stanza A adibita ad archivio comunitativo e catasto e le due vicine stanze D ed E un tempo appartenenti al quartiere del cancelliere, vengono destinate ad uso di ufficio del Gonfaloniere, di ufficio del Segretario e di stanza per le adunanze. L’archivio e il catasto devono quindi essere spostati nelle attigue stanze F e G (unite mediante la demolizione dei muri f e g) e nelle stanze L e M (unite mediante la demolizione del muro o), mentre l’ufficio del cancelliere nella stanza K adiacente alla stanza I destinata al custode.
La carta non è numerata ed è inserita all’interno del “Rapporto e Perizia dei Lavori richiesti nel Palazzo Civico della Comunità di Grosseto per la permutazione e riduzione dell’Archivio, Catasto e Ufizio del Cancelliere Ministro del Censo” firmato dall’ingegnere distrettuale Giovanni Biagini e datato 9 gennaio 1851.