Si tratta della pianta “dell’officina” della farmacia del Regio Spedale di Grosseto, composta da una piccola spezieria per le spedizioni interne (1), un laboratorio (2), lo scrittoio dello speziale (3), il magazzino delle droghe e dei medicinali (4), la farmacia per le spedizioni al pubblico (5), la stanza di ingresso alla farmacia (6), il magazzino e deposito delle acque purgative (7), la stufa e acquaio (8), ed uno spazio destinato al nuovo laboratorio (9).
La pianta è inserita all’interno della copia della lettera scritta il 12 dicembre 1849 dal Rettore dello Spedale all’ingegnere Filippo Passerini, con la quale egli intende trasmettere alcune riflessioni sulle variazioni proposte dall’ingegnere Raffaello Rimediotti (ed approvate da Governo) in relazione ai lavori di ristrutturazione della farmacia. Il Rettore chiede all’ingegnere di esprimere un suo parere e di trasmettere una dettagliata perizia dei lavori “che in luogo di quelli già approvati convenisse di portare ad effetto, ove le riflessioni stesse potessero farsene apprendere l’utilità, ed il bisogno”.