Si tratta della pianta, estratta dal catasto (comunità di Massa Marittima, sezione O dell’Accesa, fogli primo, secondo e terzo; comunità di Gavorrano, sezione A’ di Pietra, foglio primo) , della tenuta dell’Accesa appartenente alla Mensa Vescovile di Massa Marittima, che in seguito all’emanazione del Regio Decreto n. 3036 del 7 luglio 1866 relativo allo scioglimento degli ordini e delle corporazioni religiose e della legge n. 3848 del 15 agosto 1867 per la liquidazione dell’asse ecclesiastico, viene acquisita dal demanio. In base a tale legge i beni ecclesiastici confiscati e pervenuti allo Stato vengono suddivisi in lotti ed alienati per mezzo di pubblici incanti, ai quali è ammesso a partecipare solo chi risulta in grado di depositare in qualunque cassa dello Stato il decimo del prezzo su cui si aprirà la gara.
La tenuta in questione viene suddivisa in tredici lotti, prevalentemente costituiti da poderi con case coloniche e terreni boschivi e seminativi.
Molti dei poderi sono stati realizzati da Mons. Traversi (divenuto vescovo di Massa Marittima nel 1825) al fine di migliorare le condizioni della tenuta e renderla più produttiva.
La pianta offre una schematica rappresentazione della proprietà che si estende su un vasto territorio attraversato dal fiume Bruna, il fosso val di Colomba, il fosso della Valle al Confine ed altri corsi d’acqua di minore entità. E’ inoltre attraversata da numerose strade, fra cui quella da Gavorrano a Massa che costeggia in parte il lago dell’Accesa. Si riportano anche i forni dell’Accesa, situati al centro della tenuta e i diversi poderi, come il Montino, il Carpignone, il Monte, la Ferriera, il Castello, il Gelli, il Padule e il Fontino, etc.
La carta è contenuta nel fascicolo “Traversi Monsig. Vescovo di Massa. Citazione sulla vendita dei Beni dell’Accesa, stima dei macchiatici e carteggio relativo”.