Nel 1939 viene proposto un progetto per la realizzazione di un impianto industriale per la produzione di cellulosa tessile a Grosseto.
La materia prima da cui ricavare la cellulosa dovrebbe essere la canna comune, la cui coltivazione è prevista nelle zone paludose degli Acquisti, del Raspollino, di Castiglione della Pescaia, delle Strillaie – Marruchetone – Pollino – Chiocciolaio – Unguentina (casse restituite fra il 1930 e il 1937), delle Squadre Alte – Pescatori – Termine X – Badiola (casse restituite nel 1939) e di S. Leopoldo – Badiola (casse che restano in colmata).
Questo esteso comprensorio potrebbe offrire una superficie coltivabile di circa 4000 ettari e quindi una produzione di canna ipotizzabile intorno ad 1.000.000 di quintali l’anno, quantità sufficiente a giustificare la costruzione di uno stabilimento.
Nella presente pianta topografica si segnalano le aree in questione (con diversi colori) ed il punto (nei pressi di Montorsaio) da cui dovrebbe essere derivata dall’acquedotto del Fiora (in procinto di realizzazione) l’acqua necessaria al buon funzionamento dell’impianto industriale.
La carta è allegata alla “Relazione di progetto per un impianto industriale di produzione di cellulosa in Grosseto” compilata a cura dell’Unione fascista dei professionisti ed artisti della provincia di Grosseto. All’interno della filza la relazione è presente in duplice copia.