Si tratta della pianta del territorio attorno al paese di Santa Fiora con l’indicazione della rete idrica. La pianta è allegata al rapporto relativo ai lavori di riparazione dei guasti provocati dal torrente Salcionata o Caro all’edificio del monastero delle Madri Cappuccine di Santa Fiora. La sezione dell’edificio dove si trova l’infermeria, che sorge vicino al ciglio superiore della pendice ai piedi della quale nasce il Salcionata, presenta nei muri fenditure e cretti causati dal movimento del suolo. Per ovviare all’inconveniente e dare maggiore stabilità al terreno erano state precedentemente costruite tre serre. Con la rottura della terza serra, avvenuta in seguito alla piena del settembre 1855, si è verificata la comparsa di nuove fenditure e il dilatamento di quelle esistenti. L’ing. Baggiani propone l’immediata ricostruzione della serra e in seguito un rafforzamento delle altre due. Suggerisce inoltre la deviazione delle delle acque del fosso del Caro. Vicino al punto in cui quest’ultimo ha origine, indicato in pianta con la lettera A, il fosso del Diluvio scarica le sue acque. Sarebbe necessario deviare tali acque e immetterle nel fosso Famelico, escavando nel punto A un tratto di nuovo alveo lungo circa braccia 200, che tagli il giogo che spartisce le acque dei due fossi e costruendo un arginello o un muro di braccia 100. poiché il fosso Famelico attraversa la provinciale del Monte Amiata, dopo la deviazione l’ingegnere consiglia l’innalzamento del ponte sulla provinciale di braccia 3 e quello del piano stradale. Mentre per il primo lavoro si raccomanda l’esecuzione entro l’estate, per quanto riguarda il secondo si rimanda l’esecuzione alla scelta del Municipio di Santa Fiora. La data attribuita alla carta è quella riportata nel documento a cui questa è allegata. La carta viene attribuita all’ingegnere che ha firmato il documento. La carta è uguale alla carta non numerata contenuta all’interno dell’inserto V/I della filza 81. Anche i documenti a cui sono allegate le carte sono identici.