Accurata rappresentazione realizzata ad acquerello e china, dell’alzato del ponte in muratura sul fiume Pecora al passo della via Nazionale Emilia, e della pianta del piano stradale e delle fondamenta dei muri. Nella relativa perizia contenuta nell’inserto VII, si parla di supplire all’inconveniente delle alterazioni del ponte, non mediante la costruzione di un pilastro centrale, come era stato inizialmente proposto, ma di contrafforti ben collegati al muro delle fiancate, in grado di far fronte alla spinta prodotta dalla volta sulle relative spalle del ponte, come stabilito dal Consiglio Superiore dei lavori pubblici il 22 maggio 1862. Per il solido impianto di questi contrafforti si costruirà al di sotto di essa una palizzata composta di pali di pino, ognuno dei quali avrà una punta di ferro a quattro ali. I pali saranno disposti in cinque file parallele al corso del fiume. Ciascuna fila si comporrà di tre pali, ma nella prima a partire dalla fiancata del ponte i pali saranno doppi. Alle teste dei pali si poseranno due ordini di “rombe” che si incroceranno fra loro a squadra e a graticcio e saranno unite fra loro e ai pali con delle chiavarde. Lo spazio fra i due piani delle rombe sarà riempito con sasso e smalto di calce. Per collegare i muri di accompagnamento alle fiancate si praticheranno dei tagli, di cui il primo alla base dei muri di accompagnamento e gli altri lungo tutta l’altezza dei muri. I muri saranno rivestiti nella parte visibile con delle “bozzette” lisce di travertino poste in file orizzontali, come le fiancate. In essi saranno praticate delle fessure disposte in file parallele orizzontali per lo scolo delle acque. I parapetti dovranno essere ricostruiti e protratti sui muri di accompagnamento, mantenendoli all’altezza di quelli esistenti. Terminati questi lavori, si procederà alla ricostruzione del piano stradale e della massicciata. Nel disegno dell’alzato i muri di accompagnamento e il prolungamento dei parapetti sono indicati in rosso. La carta è segnata come tav. I. La perizia relativa all’affare originariamente riportava la data 16 settembre 1862 (come la carta), successivamente corretta con la data 29 novembre 1862. Si veda la c. 108, inserto VIII, filza 90. Si vedano inoltre le cc. 34-38, inserto I, c. 48, 51, inserto IV, c. 60, inserto V, c. 70, inserto VI, c. 110, inserto VIII, c. 238, inserto XIII, filza 90.