Nella tavola sono riportati il taglio trasversale e quello longitudinale del condotto della fonte di Cala di Forno che deve essere realizzato.Il condotto ha inizio sul Poggio delle Rogaie e scendendo progressivamente giunge fino alla spiaggia dove, in prossimità di alcune fabbriche si trovano gli emissari delle acque. Come si legge nella relazione dell’ing. Antonio Lapi (7 settembre 1828) si tratta di un condotto a cannelle che risulta ostruito a causa delle “materie tartarose”, che si sono depositate nel corso di pochissimi anni, e cioè dal 1826, anno in cui fu ricostruito in quasi tutta la sua lunghezza. L’ingegnere propone pertanto di sostituire un tratto del condotto con un canaletto formato di doccioni di terracotta ben connessi fra loro con una fasciatura di canapa inzuppata nell’olio di lino, da coprirsi con mattoni e, sopra a questi, con un muro “che finisca nella parte superiore in curva d’una porzione di cerchio”. Suggerisce inoltre di porre “una lapida con chiusino di pietra assai pesante” sopra ogni conchino togliendo quelle di terracotta “facili a scommoversi da quei che vogliano usare delle acque senza prendersi l’incomodo d’andare agli emissari, o che hanno smania di distruggere l’opere altrui”, di restaurare le sette conserve (o bottini) “che hanno guasti nelle pareti” e la stanzetta dell’allacciatura delle vene, di sistemare i condotti delle allacciature parziali delle sorgenti e infine di fare nuovamente l’intonaco al prospetto in cui sono situati gli emissari delle acque. La spesa prevista per la realizzazione di questi lavori è di £ 10321.4.6.La data attribuita alla carta è quella riportata nella relazione a cui questa è allegata.Tutta la documentazione attinente all’affare fa parte della pratica n. 4 “Scritta d’accollo dì 31 Gennaio 1829 per £ 8913.15.9 interessante i Lavori di miglioramento e restauro al condotto dalla Pubblica Fonte situata nello Scalo Marittimo di Cala di Forno”.Si veda anche la c. 9 (pratica n. 4), filza 387.