Nella pianta viene raffigurata la dogana di Montorgiali di moggia 1527, con l’indicazione delle varie porzioni che la compongono (pian del Mulinaccio, piani del Colombaio, campo di Nardo, poggi del Poderone, Bufalaie, Colle Lungo, poggi Ariosti, poggi delle Castellaccie, contrada Paglibelli, piano del Maiano, Cavallini Larghi, etc…), della linea di confine (linea rossa) e dei territori adicenti (dogana di Campagnatico, dogana di Istia, bandita di Istia, dogana di Montiano, bandita di Scansano). Si riportano inoltre il terzo del Vescovo di moggia 300 (con i confini segnati in grigio) compreso all’interno della dogana, la bandita di Monte Fagiano (con i confini segnati in giallo), la bandita di Murci (con i confini segnati in celeste), quella di San Giorgio con la villa di Pancole (con i confini segnati in giallo scuro) e i confini ristretti (segnati in giallo scuro). La bandita di Murci e di Monte Fagiano confinano con la dogana del Cotone. Da notare anche la rete idrografica (fiume Ombrone, fosso del Maiano, torrente Trasobbie, fosso Rigo Torto, fosso dell’Acquaviva, fosso dell’Inferno, fosso del diaccial di Pavolo fosso della Ricupiglia, fosso alla Trave), la rete viaria (strada che va a Istia e Grosseto, strada che va al Maiano, strada della Montagna, strada della Valle, strada delle Travi di Grosseto, strada delle Vigne, strada di Pancole, strada che va al Cotone), gli insediamenti di Montorgiali e Pancole indicati con casette a simbolo, così come il podere colombaio e la villa di Pancole.La tavola è allegata alla sentenza pronunciata nell’aprile 1780 in base alla quale la Mensa Vescovile, essendo cessato l’affitto con la Dogana di Siena, torna ad avere il possesso di tutto il pascolo del territorio di Istia fatta eccezione per le bandite de’ Confini, di Saliceta, di Montorsoli e Monte Brandoli che spettano alla comunità di Istia.