Nella tavola sono riportate le diverse porzioni della Bandita della Gentilina situata nella corte di Istia: porzione I denominata “Moricce” (A) di moggia 1.13.25, porzione II denominata “Morticino” di moggia 27.23.80, porzione III denominata “Puntone” (C) suddivisa in due parti rispettivamente di staia 6.23 e moggia 3.18.40. Si tratta di una rappresentazione policroma decisamente accurata nella quale si riportano i confini (comunità di Campagnatico, Bandita di Stertignano, Trenti, Bianchi, Benefizio Trenti, Bianchi, Cav. Domenico Antonio Bianchi, i corsi d’acqua (fosso Burabacco, borro della Grasceta dei Garosi, fosso del Puntone), i punti topografici o termini utilizzati per fare i rilevamenti (termine fra Mensa e Corte d’Istia, termine Tersonale, termine del Morticino, dell’Ortacci e termine fra Istia e Campagnatico) e il paesaggio agrario mediante l’uso di simboli e colori. Si indica inoltre l’appezzamento appartenente al Benefizio di San Giuseppe, posto fra la seconda e la terza porzione. La tavola viene realizzata in seguito ad una controversia fra il comune di Istia e il cav. Domenico Antonio Bianchi, proprietario terriero senese, in relazione ad alcuni terreni posti all’interno della Bandita.La data viene attribuita in base alla documentazione scritta attinente all’affare.