L’ingegnere Giovan Battista Giudici viene incaricato di individuare gli esatti confini della Bandita dell’Orzali. Con le indicazioni date da Francesco Regoli abitante di Paganico, egli effettua due sopralluoghi, una prima volta con persone di Montorsaio e una seconda con persone di Paganico, trovando le informazioni ricevute da entrambe le parti “interamente concordi” nell’indicare come confini la Banditaccia e le Secchete (territorio di Montorsaio), la strada Maestra Grossetana, il fossatello della Terra Bianca, Piscina di Colle Bresci, Castiglione e il fosso della Fonte Salamagna e il fosso Fogna. Egli aggiunge inoltre che sono “riguardati” dal marchese Patrizi padrone degli Orzali e dai marchesi Corsi, Santini e Cucini. Il disegno, realizzato nella terza pagina del rapporto scritto dal Giudici, mostra la situazione dei confini della bandita appena descritta. Si tratta di confini antichi ma che si osservano anche al momento del sopralluogo e per questo è opinione dell’ingegnere che debbano essere tenuti in considerazione rispetto alle “pretenzioni asserte promosse contro i Limiti […] dai Possessori Limitrofi, o da altri di Montorsaio”. Si vedano a anche le cc. 33v, 51v, filza 699.