Si tratta di un semplice e schematico disegno a matita della porzione I della Dogana di Capalbio con la sola indicazione dei confini: strada cha da Manciano va a Capalbio, proprietà di Ludovico Morali, strada che va a Pitigliano, carrareccia che va a Capita, guinza di Ventre Cupo, fosso del Confine di Monte Cardello, Macchia Sugherana e fosso Ripiglio. Sono inoltre indicate la guinza del Lascone e la guinza di Rigasarci situate in prossimità dei terreni di Ludovico Morali.La porzione di terreno viene venduta, secondo i Sovrani Rescritti del 30 Gennaio 1781 e 8 agosto 1786, metà al sig. Brizio Brizi e metà al sig. Bartolomeo Landucci. La pianta è allegata a tutta una serie di documenti scritti relativi alla questione nata dalla vendita di questo terreno. Il Brizzi e il Landucci vengono infatti accusati di far pagare delle fide esorbitanti rendendo la pratica della transumanza in Maremma più difficile. Viene pertanto richiesta una nuova misurazione della porzione nella convinzione che i due proprietari si siano dolosamente appropriati di una maggiore estensione di terreno.Da un rapporto del 29 aprile 1798 scritto da Santi Petruccioli incaricato della misurazione della porzione si apprende che questa risulta dell’estensione di moggia 402 e staia 12 “a terra”. La data viene attribuita in base alla documentazione scritta.