La pianta raffigura il corso del fiume Pescia di Pescia dall’abitato di Pescia fino al bozzo dei Paganelli, con l’indicazione dei corsi d’acqua affluenti (Pescia Nuova e rio della Dilezza) e delle gore che alimentano gli opifici che si trovano dalla “parte di Levante” e dalla “parte di Ponente”. Si tratta di mulini con frantoio (come quelli del Buonazzi, dei Cavalieri di Malta e Raffaelli, e del cav. Nucci) filande e cartiere (come quella del Biagi sullo stradone che conduce agli Alberghi posti all’incrocio con la strada Maestra Lucchese). Lungo la Pescia Nuova si trova il mulino del marchese Feroni. Nel riquadro in alto è rappresentato il “caterattone” realizzato sul ponte del Papini sulla Pescia Nuova, al Passo della strada Maestra Romana.