Il disegno raffigura gli appezzamenti di terreno a pastura di pertinenza del podere Cerreto nella fattoria granducale di Cafaggiolo, rispettivamente denominati “Panaccio grande”, “Gorgo” e “Poggiolo”. La rappresentazione è corredata di una precisa tavola descrittiva o “Debito di tutto quello, che è nella Pastura di contro l’Anno MDCXXVII”, nella quale è indicato per ciascun terreno il numero delle piante presenti – ossia querce “grosse”, “mezane” e “sottili” – e delle cataste in taglio per l’anno 1628. Si riporta anche il numero dei capi di bestiame da tenersi nella pastura, fra “buoi da lavoro”, “manzi da guadagno”, “asine da figliare”, porci e pecore (“castrati da guadagno”). Per quanto riguarda infine il discorso delle rendite, lo Zampogni precisa che “Vantaggi, Avanzi di bestiami, e Frutte, tutto va per mantenimento del Podere, e sua entrata”.
Da notare la piccola superficie recintata (forse un uccellare) al centro del bosco, la veduta della casa colonica con annesso e infine in basso l’immagine di una volpe che caccia un volatile posato su una pianta.