Il disegno raffigura gli appezzamenti di terreno a pastura di pertinenza del podere Monti nella fattoria granducale di Cafaggiolo, rispettivamente denominati “Fortezza”, “Vigna”, “Prato” e “Pozzaccio”. Come bene indicato, il secondo appezzamento risulta a confine con la proprietà di Tommaso Medici. La rappresentazione è corredata di una precisa tavola descrittiva o “Debito di tutto quello, che è nella Pastura di contro l’Anno MDCXXVII”, nella quale è indicato per ciascun terreno il numero delle piante presenti, ossia querce “grosse”, “mezane” e “sottili”. Si riporta anche il numero dei capi di bestiame da tenersi nella pastura, fra “buoi da lavoro”, “manzi da guadagno”, “asine da figliare”, porci e pecore. Per quanto riguarda infine il discorso delle rendite, lo Zampogni precisa che “Vantaggi, Avanzi di bestiami, e Frutte, tutto va per mantenimento del Podere, e sua entrata”. Da notare la veduta della casa colonica con annesso, forse una stalla.