Si tratta della pianta del podere del Ronco al Titi, uno degli undici poderi che compongono la fattoria di Poggio Imperiale. Le annotazioni riportate nel primo dei riquadri in alto a destra spiegano che i poderi del Ronco e del Titi (riuniti in un’unica unità poderale) “sono posti nel Popolo di S. Felice a Ema Potesteria del Galluzzo; et il podere del Ronco diviso colla Linea puntata segnata colle lettere BB misura Stiora 135, Panora 8 e Braccia 11 e è posto in piano, e risguarda verso Tramontana, et è Ulivato, Vitato, e Fruttato, il suo terreno e purghese. Il Podere del Titi misura Stiora 134, Panora 6, Pugnora 2 e Braccia 2”. L’intera proprietà confina con il prato del conte d’Elci, la strada che va a S. Felice a Ema, il podere del Ronco del conte d’Elci, i poderi del Piano e del Convento delle Monache di S. Gaggio, il podere della Torre del marchese Gerini ed il podere del Titi alla Tinaia. Accurata risulta la rappresentazione del paesaggio agrario con la suddivisione interna dei terreni, gli stradoni, i fossi di scolo e la ragnaia. La casa da lavoratore, la cui veduta è riportata nel secondo riquadro, si trova al centro della proprietà. Sempre dalle annotazioni si apprende che il podere del Titi fu acquistato nel 1628 insieme a quello del Titi alla Tinaia, mentre per il podere del Ronco si paga alle RR. monache di S. Giovannino Ierosolitano un canone di livello pari a staia 60 di grano e barili 24 di vino.