Si tratta della pianta del Barco Reale, bandita di caccia di proprietà granducale situata pochi chilometri a ovest di Firenze. Essa confina con la bandita di Limite, infeudata nel 1741 al marchese Francesco de’ Frescobaldi, con la fascia denominata “avanzo della bandita di Lamporechio, Vincio e Limite che resta sbandito” (c. 6), con la bandita della Magia e infine con le bandite del Poggio e di S. Crestina. Come possiamo vedere è circondata da un alto muro realizzato per salvaguardare la selvaggina e per separarla dagli spazi agricoli, come ad esempio quelli della fattoria delle Ginestre e della fattoria di Artimino. Non lontano dalla villa di Artimino, centro delle attività venatorie dei granduchi, si trova anche un’altra piccola riserva denominata “Barchetto della Pineta”. La rappresentazione del paesaggio risulta particolarmente accurata: la vegetazione è riprodotta con sfumo di colore e simboli, mentre gli insediamenti e gli edifici sparsi sono resi prospetticamente. Sono indicati anche i corsi d’acqua e le strade.