Si tratta della pianta della bandita di S. Mezzano, realizzata, come si apprende dal titolo, in base all’ultima “reduzzione” fatta dal duca Vincenzo Salviati e alla descrizione dei termini di confine posti dal perito Giovan Battista Bettini. La bandita si trova a sud-est di Firenze e si estende su un area molto vasta che va dal fiume Arno fino al Crine della Giogana. Accurata risulta la rappresentazione del paesaggio, riprodotto con simboli e sfumo di colore. Gli abitati e gli edifici sparsi, elencati nel riquadro in alto a sinistra, sono raffigurati simbolicamente in prospettiva. In rosso sono tracciate le linee di confine delineate sui termini, che sono indicati a lettera ed enumerati nel riquadro in basso a sinistra. Sono riportati anche i corsi d’acqua che attraversano l’area, quali i borri del Capannone, della Trana, della Marnia, di Leccio, della Tornia, de’ Pratacci, di Seravalle, di Cetina, di Ricavo, del Chiesimone, del Vicano, di Ciliana, i reschi Simontano e Cascese, e la rete stradale che collega fra loro i vari insediamenti, i principali dei quali Ponte a Rignano, Cancelli, Pietrapiana e Pitiana Pieve. Da notare anche la Badia di Vallombrosa lungo il borro del Vicano.