Cornice graduata. E’ la pianta n.3 (di una serie di 4: la terza con numerazione 2.a, la quarta con numerazione 2.b, la prima con numerazione 86.a e l’ultima con numerazione 86.b), che si “combina, e si unisce alla pianta della Montagna Gabbari” (vedi carta numero 2.b), nella stessa scala di quest’ultima. In alto si raffigura, in prospettiva, la sezione delle Apuane compresa tra i canali del bottino, dell’Argentiera in Val di Castello e il monte di Serravezza. In basso, lo stesso territorio é reso con un tentativo di tratteggio e di rudimentale uso delle curve di livello per fare emergere l’orografia. L’interesse del topografo é rivolto alla visualizzazione delle gallerie e dei “filoni” (o vene) minerari plumbei e argentei, comprese le escavazioni antiche. Si segnala anche lo stato dei pozzi e la presenza o meno dell’acqua, nonché i terreni sui quali si è tentato o si tenta di riprendere la coltivazione. Si riportano, con grande accuratezza, anche i valori altimetrici dei filoni. (Vedi carte numero 86.a e 86.b). Numerazioni antiche: 88 e 161. Il vecchio inventario riferisce il disegno all’archivio della Magona.