La pianta raffigura una striscia di terreno lavorativo con qualche gelso ed una piccola capanna coperta di biodo denominato “letto della Pescia Vecchia” di pertinenza della fattoria granducale di Altopascio. Esso confina con la strada del podere del Meazzi e primo delle Colmate e i beni di più particolari (monache di S. Maria di Pescia, Falconcino Falconcini, Francesco Gonfiotti, Opera di Uzzano con il livello concesso a Giuseppe Bindi, monache del Carmine di Pescia, S.A.R. con il livello Mazzei, Francesco Gentili, Giovacchino Verdi, Melchiorre Mei, Capitolo Fiorentino, Pier Agostino Martelli, Margherita Dei, Anna Dei e Rocco Bartolini). La pianta viene approvata da il 2 aprile 1784 da Giuliano Landucci per conto di Valentino Pinochi, livellario del podere insieme ai fratelli.