La pianta raffigura il podere primo delle Colmate di pertinenza della fattoria granducale di Altopascio. Esso confina con i terreni di Valente Pinochi, delle MM. del Borgo, di Michele Federighi, con il podere secondo delle Colmate, il podere quarto delle Colmate, il podere della Risaia e il podere del Meazzi. La rappresentazione mette in evidenza l’uso e la sistemazione del suolo (terreno lavorativo vitato, pioppato, fruttato e gelsato; terreno ortivo e sodo), la suddivisione dei campi, i fossi di scolo (come quello della Pescia Vecchia), le strade interne e l’ubicazione della casa da lavoratore, che risulta costituita da dieci stanze su più livelli, una grande loggia, una colombaia ed un terrazzino. Vi sono inoltre una uno stanzino per i maiali, un forno con loggetta, un pollaio, due stalle con mangiatoia “murata” e tre capanne, in una delle quali si trovano cinque tini di 270 barili ciascuno. Nell’aia che circonda la casa sono presenti infine un pozzo “murato” con pila in pietra e tre stolli. La pianta viene approvata da Valerio Fantozzi, livellario del podere insieme al fratello, il 6 aprile 1784.