La pianta raffigura il podere sesto delle Colmate di pertinenza della uno fattoria granducale di Altopascio. Esso confina con la strada che va allo sbarco detto de’ Matteoni (che separa dai poderi quarto e quinto delle Colmate), il fosso delle Pietre (che separa dalla fattoria di Bellavista) e il podere settimo delle Colmate. La rappresentazione mette in evidenza l’uso e la sistemazione del suolo (terreno lavorativo vitato, pioppato, fruttato e gelsato; terreno prativo; terreno ortivo e sodo), la suddivisione dei campi, i fossi di scolo, le strade interne e l’ubicazione della casa da lavoratore, che risulta costituita da sette stanze su più livelli e una colombaia. Vi sono inoltre uno stanzino per i maiali, un forno con loggetta, un pollaio, una tettoia e quattro capanne, di cui una utilizzata come tinaia (con cinque tini di 260 barili circa). Nell’aia che circonda la casa sono infine presenti un pozzo murato e tre stolli. La pianta viene approvata il 31 marzo 1784 da Andrea Pucci livellario del podere.