La pianta raffigura il podere settimo delle Colmate di pertinenza della fattoria granducale di Altopascio. Esso confina con il podere sesto delle Colmate, il fosso delle Pietre (che separa dalla fattoria di Bellavista), l’argine di riparo con i terreni aggregati alla colmata del Gremignaio e lo scolo di Montecarlo. La pianta mette in evidenza l’uso e la sistemazione del suolo (terreno lavorativo vitato, pioppato e gelsato; terreno prativo, vitato e pioppato; terreno lavorativo con qualche pioppo e vite; terreno ricoperto d’acque denominato “Recinto delle Colmate detto della Mota”; terreno ortivo e sodo), la suddivisione dei campi, i fossi di scolo, i recinti di colmata, le strade interne e l’ubicazione della casa da lavoratore, che risulta costituita da un’unica stanza al piano terreno, un forno con loggetta, un pollaio ed una capanna con mangiatoia. Nell’aia è presente un pozzo “murato” con pila in pietra. Dalla descrizione si apprende che “l’acquirente” del podere ha l’obbligo di ampliare la casa costruendo tre nuove stanze, di cui una al piano terreno e due nel piano a palco (come dimostra il prospetto riportato in basso a sinistra), di ricostruire una capanna di cui rimangono solo i pilastri e di provvedere ai necessari lavori di natura idraulica. La pianta viene approvata il 18 marzo 1784 da Angelo Arigoni livellario del podere.