Si tratta della copia di un altro disegno eseguito da Alessandro Nini, probabilmente la carta n°168 (anonima) dello stesso fondo, anche se i due elaborati sembrano realizzati per motivazioni diverse. In questo elaborato, nel complesso disegnato in modo molto schematico, risultano ben marcati i confini, e vi sono una serie di linee che collegano i diversi punti opposti del perimetro esterno, con i vertici indicati da lettere alfabetiche che non rimandano ad alcuna spiegazione. Le indicazioni toponomastiche sono altresì piuttosto ricche.