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Pianta N. I, o sia la Prima Porzione dei Terreni componenti la R.le Tenuta di Cecina, posti nella Comunità di Lari, e nel Popolo, o Parrocchia di Riparbella

Datazione: 1787, luglio 10

La pianta raffigura l’area che si estende fra il fiume Cecina, il mare, il fosso del Tripesce e la strada Maestra Pisana e comprende la macchia di Colle Mezzano detta dell’Impalancato, i terreni sodi dei Guadaccini e del Tripesce, i vari terreni lavorativi (denominati rispettivamente campi del Sughericcio, campo alle Stiappe, campo dell’Olmo, campo della Cinquantina, campo dell’Ortum Domini, campo dell’Aione Vecchio, campo di Beccanibbi, campo del Sessanta, campo ai Ciottoli), i prati, la macchia e le pasture della Perazzeta, la Bandita e la Macchia di Capocavallo ed infine i cotoni del mare con le gorette del Corso, di Mezzo e di Giannone. Si riportano anche il casone della Cinquantina con l’aione adiacente, le “pescine” di Mencaglia e dei Guadaccini, i numerosi scoli e le strade che attraversano la zona, come ad esempio la strada livornese, lo stradone dell’Imperticato che va a Marina e la strada di Marina o dei Cavalleggeri. Con la lettere B sono segnalati i terreni annessi alla Casella di Capocavallo per comodo dei soldati. Nelle annotazioni in alto a destra è riportato l’elenco degli appezzamenti (19 in totale) che compongono questa prima porzione della tenuta di Cecina, con l’indicazione della superficie.

Imago Tusciae
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