La pianta raffigura il podere quarto di S. Zeno di pertinenza della fattoria del Bastardo. Il corpo principale del podere, dove si trova la casa da lavoratore con granaio e pozzo, è situato nel “Popolo di S. Leonardo a S. Zeno” ed è compreso fra il canale Maestro di Chiana, la strada dei Segni (oltre la quale si estendono i beni dei monaci della Badia di Arezzo), il podere terzo di S. Zeno ed il podere dei Ponti. Sempre lungo il canale Maestro, ma nel “Popolo di S. Martino a Bartolomeo alla Badia al Pino” si trova il secondo corpo di terre. Questo si estende fra l’argine dei Mori e il viottolone detto “la via Nuova” a confine con il podere dei Ponti ed il podere del Dosso. La rappresentazione mette bene in evidenza l’uso e la sistemazione del suolo (terreni lavorativi e prativo), la suddivisione dei campi, i fossi di scolo, gli argini e le strade interne. Appartiene al podere anche un piccolo appezzamento di terreno prativo posto lungo l’argine del canale Maestro in località “Mansiana” (nel “Popolo di S. Biagio al Tegoleto”) a confine con il podere terzo di S. Zeno, il podere del Ronco e la fattoria di Fonte a Ronco della S. Religione di S. Stefano. La pianta risulta approvata da Bartolomeo Corsini il 21 luglio 1789.