La pianta – sottoscritta anche da Michelangelo Brizzi, vicario assistente – raffigura esattamente i confini del marchesato. Un’ampia legenda localizza i principali insediamenti: il paese con gli edifici più importanti, l’osteria e il bagno d’acqua zolfurea, una polveriera, un mulino e una “fabbrica antica del salnitro detta le Morelle”. Sono pure indicate le strade e i corsi d’acqua. Allegato un quaderno di misurazioni. Numerazione antica: 136 e 230.