La presente pianta, copiata dall’ingegnere Demetrio Benvenuti dall’originale realizzato il 10 luglio 1781 dai periti Giovanni Caluri, Domenico Riccetti e Giovanni Bernardi, raffigura i terreni, in parte paludosi ed in parte bonificati e ridotti a coltura, adiacenti al padule di Vecchiano, compresi fra i fossi del Bellini, del Padule e delle Murelle (o di Tombolaia), il monte di Legnaio (comune di Avane) ed il monte di Filettole “allivellato” dalla Comunità dei Bagni a Sebastiano Lippi ed al cav. Vincenzo Corsi. Questi, come si apprende dalle annotazioni riportate a destra, furono concessi a livello dalla Comunità dei Bagni ad Alessandro Prato fra il 1778 e d il 1779 (con precisione la superficie indicata con campitura di colore giallo fu concessa con contratto del 14 maggio 1778, mentre quella indicata in grigio con contratto del 29 aprile 1779). Sembra però che la Comunità dei Bagni abbia allivellato una parte del terreno paludoso di proprietà granducale, come dimostra la linea di confine fra il padule ed il monte di Filettole (di proprietà della Comunità), che è segnata in pianta con una linea rossa e con le lettere ABCDEFGH. La linea tracciata, secondo quanto asserito dai periti, segue l’originario andamento della radice del monte, non più visibile in quanto alterato dal livellario “col trasporto fattovi della terra superiore”.