La pianta raffigura una parte del lago di Castiglione della Pescaia con l’indicazione dei lavori proposti e fatti eseguire dal capitano Francesco Martini dall’Ottobre 1781 al 24 marzo 1784 per introdurre la pratica della pesca come nelle valli di Comacchio. Quelli di maggiore rilievo e giudicati negativamente dall’ing. Antonio Capretti consistono: nell’allargamento del vecchio canale sopra le bocchette, armando le ripe con una “targonata” con i due “lavorieri” formati da pali disposti simmetricamente a triangolo e rivestiti di canne e “scarza” (C), per prendere tutto il pesce che dalla punta del padule cala verso le bocchette, portando ad una minore efficienza delle cateratte e di fatto ad una diminuzione delle acque correnti nella fiumara con il conseguente l’interrimento della bocca del Porto Canale; nella realizzazione di un fosso (con cateratta “b”) fra il canale Regolatore e il canale Navigante, rendendo inutile il Regolatore stesso e provocando durante l’estate del 1782 un eccessivo afflusso delle acque salse a scapito del pesce di acqua dolce; nell’escavazione di un piccolo canale di comunicazione fra il chiaro (d) ed il canale Reale. Nella annotazioni si segnala anche la costruzione di “paratelle” o ture simili a quelle realizzate presso le bocchette, anche nella bocca inferiore del Chiaro della Meloria. Si fa presente infine il tentativo di prosciugare il terreno adiacente al Poggetto della Badiola (a) mediante la variazione dello sbocco dei torrenti Ampio e Cortigliano protraendo il loro alveo lungo la gronda palustre e provocando l’impaludamento di quest’ultima. Cfr. ASFI, Scrittoio delle Regie Possessioni, 1434, n. 388.